Di cose belle e del mondo che ci piace

Sono esausta. Provengo da un ciclo di tre cene al ristorante “Il Bavaglino” dal titolo “Un, due, tre… Stella!”, titolo che evoca giochi, occhi chiusi e stelle. E di questo infatti l’evento trattava:
il gioco – la gara tra lo chef padrone di casa, Giuseppe Costa, e uno chef diverso a serata;
gli occhi chiusi – degustazioni “alla cieca” per i clienti in sala, giudici della sfida;
le stelle – tre giovani chef che sfidano il padrone di casa stellato in una sfida che non è stata mai così scontata come sembrava sulla carta.
Perché, diciamocela tutta, lo chef stellato in questione ha perso due gare su tre ma al contempo, come dire… Beh, a furor di popolo, per la stampa e per gli avventori, oltre che per tutti gli chef, il vincitore assoluto di questa bella storia è proprio lui.

Giuseppe Costa, classe ’82, ha fatto infatti una scelta di cuore. Lui che era fortemente voluto tornare nella sua terra dopo aver lavorato con i migliori chef d’Italia, non poteva che investire tutto proprio su quel territorio in cui ha deciso di fare ritorno. Anni di ricerca della qualità siciliana, puntando su piccole aziende locali e le loro produzioni, su una materia prima non solo di eccellenza (parola che odio quasi alla stregua di “blogger”), non solo siciliana, ma specificamente del territorio sul quale il ristorante insiste.
Da qui la scelta di ospitare tre chef proprio del palermitano, perché è da sempre convinto che solo facendo squadra si possano ottenere grandi vittorie. E, soprattutto, perché crede fortemente che, a parte i nomi di quegli chef che come lui ormai sono più che famosi, ci siano tanti giovani che lavorano ogni giorno con passione, professionalità e maestria di cui si parla ancora troppo poco.
Ecco dunque la generosità e il genio dell’idea: mettersi in gioco per offrire una vetrina atta a far risaltare questi giovani talenti, un costo delle cene molto “popolare” proprio per avvicinare la gente a queste realtà e il privilegio dato agli chef ospitati di stabilire loro il menù consentendo allo stellato solo di adeguarvisi. Ed è in questi elementi che sta tutta la vittoria: nell’essere riuscito a far “girare” questi nomi (per un mese, da quando è uscito l’evento, non si è parlato d’altro e parecchi altri chef hanno scalpitato per partecipare) e a farne conoscere le rispettive cucine ma, soprattutto, nella dimostrazione che solo i grandi chef sappiano mettersi in gioco reinventandosi in continuazione. Provate ad immaginare, infatti, cosa significhi doversi ogni volta adeguare ad un menù con i cavalli di battaglia dello sfidante cercando, per di più, di creare ogni volta ad hoc dei piatti diversi da quelli propri per non farsi “scoprire” dai clienti. In un mondo in cui (anche per colpa della TV) i grandi chef si atteggiano ad aristocratici di altri tempi, scendere dal piedistallo e aver il coraggio di promuovere i colleghi e farsi realmente giudicare dai propri clienti fa la differenza (e lo fa amare di più, dagli uni e dagli altri). Credo non ci sia altro da aggiungere.

Se non che i tre chef in questione sono davvero dei grandi professionisti, che hanno accolto il gioco con lo spirito giusto, divertendosi prima di tutto come sempre succede tra amici ma, soprattutto, preparando dei piatti eccellenti che nulla avevano da invidiare agli chef più blasonati.
Ricorderò sempre con commozione i fusilloni di grano duro mantecati alla nocciola con julienne di cuori di carciofo e polvere di liquirizia di Carmelo Trentacosti (Cuvee du jour – Palermo), il maialino, patate e cipollotti di Giuseppe Costantino (Terrazza Costantino – Sclafani Bagni) e i trancetti di baccalà affumicati all’origano fresco di montagna conzati con salsa sfincione nelle due versioni Palermo/Bagheria di Sarah Bonsangue (I Cucci – Palermo). E last but not least, il risotto al mascarpone, pomata di stracotto, cioccolato e riduzione di melagrana del padrone di casa Giuseppe Costa.

Quindi sono esausta, sì, ma tanto tanto felice!!

Vi lascio dunque con una piccola carrellata di foto e con la certezza che ci sarà prestissimo una nuova edizione dell’evento!

 

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