
In principio era il buio o, meglio, la penombra. Ed è così che si svela Fud off, piano piano, a tratti spudoratamente voluttuoso come fosse un night club: musica di sottofondo e piccoli tavolini illuminati ognuno da una luce che giunge dall’alto, in guisa di occhio di bue, lasciando in penombra poltrone e sedie con i loro occupanti. E, in quest’atmosfera a metà tra la riservatezza e la complicità, si aggira Valentina Chiaramonte, anche nota come Chez Munita, chef scapigliata e padrona di casa insieme a quell’altrettanto scapigliato geniaccio di Andrea Graziano. Valentina si avvicina con discrezione ai tavoli, quasi si materializzasse, con l’intento di conoscere i suoi ospiti, consigliarli nel loro percorso gastronomico e, alla fine, constatarne la soddisfazione. Perché Fud off non è un luogo per l’aperitivo, non è un ristorante, non è un cocktail bar e non è una taperia ma è tutto questo insieme. E soprattutto, come già introdotto, è un luogo sensuale, non solo per l’atmosfera di cui sopra, quanto, molto di più, per le sensazioni provate ad ogni morso (e sto parlando di piatti, malpensanti che non siete altro!).
Nel caso specifico, tra me e Valentina c’è una confidenza tale da permetterle di prendere in mano la situazione e decidere lei cosa farmi assaggiare e, com’è naturale, la sua volontà è quella di farmi provare i piatti che esprimano al meglio il suo estro e il suo modo di fare cucina. Così, bendata da una totale fiducia, mi lascio condurre per mano in un percorso di piccoli piaceri e mugulii trattenuti sotto i suoi occhi compiaciuti. Provo di tutto e di più, spazio tra il mare e la terra, tra profumi e colori ma, come al solito, è solo il mio piatto “Mmmmm” che andrò a descrivere. Peccato che, trattandosi di un locale “Mmmmm” tout court, la scelta risulti difficilissima. Troppo. Quindi perdonatemi se questa volta i piatti saranno due ma, come ben saprete, è impossibile limitarsi in eros come in amore.
(Ah, prima che la mia mente venga obnubilata dalle sensazioni suscitate dai ricordi, preciso che il tutto è stato accompagnato da uno strepitoso Floradora miscelato dalle mani del bartender Domenico Cosentino)
Parto dunque da uno dei cavalli di battaglia di Valentina, quello che (cito) «non puoi venire fin qui e non provare»: Panelle ricci e gamberi. Un piccolo panino soffice con al suo interno una mille foglie di calde croccanti panelle, tartare di gambero crudo, polpa di ricci di mare e lime. Un’esplosione di gusto che fa trasalire qualsiasi palato per la sorpresa, a cui segue un momento di panico nel timore di lasciarsi sfuggire sospiri e gemiti davanti a vicini sconosciuti. Il tutto senza riuscire a smettere di avvicinare il naso per assimilarne tutti i profumi.
Valentina, intanto, ci osserva con aria complice, assolutamente conscia dell’effetto che questa leccornia produce ogni volta sui suoi ospiti.
E poi arriva lui, il Foie gras… l’anima francese con un tocco di Sicilia, hashtag #chevelodicoafare. Già tu mi prospetti Sua Maestà il foie gras e io non posso che abbassare immediatamente ogni difesa, ma se pure me lo adagi su un crostone di pane ai semi, lo irrori della sua demi-glace e lo accompagni ad una marmellata di limoni… beh, totalmente ed irrimediabilmente conquistata!
Istruzioni per l’uso: aggredire rigorosamente a piccoli morsi lussuriosi, avendo così modo di apprezzare il contrasto tra la croccantezza del pane e la consistenza “lasciva” del foie gras e godendo della pienezza del gusto di quest’ultimo regalmente esaltato dalla marmellata di limoni…
Estasi allo stato puro!
Insomma, meno male che non c’era nessun essere di sesso maschile seduto in prossimità della mia persona perché, se no, altro che Sally al “Katz’s Delicatessen”!
…
P.S. In principio era la penombra ma oggi, in coerente atmosfera di festa, Fud off è tutto una luminaria, come da foto copertina. Ancora una volta, ci voleva Graziano per gemellare Palermo e Catania…
Fud Off
Via Santa Filomena, 28
Catania
Tel. 347 1360586
www.fudoff.it
Chiuso mai