
Sono mancata per un po’ perché troppo presa da mille avventure mangerecce, d’altronde lo sapete che sono saltuaria… Ma eccomi di ritorno con una nuova rubrica! E lo so, conoscendomi, vi sareste aspettati che questa prima chiacchierata me la sarei fatta con uno chef e invece… Non smetto mai di stupirvi!
Chiacchiero con Sonja perché, intanto, è una cosa che faccio realmente spessissimo, quando magari sono stanca o un po’ giù e so che solo un suo cocktail potrebbe riportarmi in vita, ma anche quando sto bene e mi sento felice. E poi perché Sonja è senza dubbio alcuno la miglior bartender donna della città di Palermo!
Sonja è l’asso del gin tonic, riconosciuto a furor di popolo, ma fa anche uno dei moscow mule più buoni della città oltre a qualsiasi cocktail vi venga in mente. Personalmente quello che mi è sempre piaciuto di lei è che, da un paio di domande, capisce al volo con che ingredienti conquistarti e, credetemi, non sbaglia un colpo! Anche con una come me che si affeziona ad un cocktail e rischierebbe di non mollarlo più per tema di essere delusa, lei una sera arriva e dice “Stasera cambiamo! Oggi ti faccio provare una cosa nuova” alla cui frase segue sempre il mio preoccupatissimo “Sei sicura che mi piaccia?” e il suo “Secondo me sì” accompagnato dalla strizzatina d’occhio è la cosa più rassicurante che possa pronunciare. Perché non è un “Sì, certo”, è la risposta di una persona sicura di sé ma che ha l’umiltà di non “allattariarsi”.
Ci vediamo per fare colazione insieme e ne approfitto per farle qualche domanda. Le mie sono, manco a dirlo, domande assurde che vanno dal suo pupazzo di quando era bambina a come vede il bicchiere.
Partiamo dal suo lavoro. Sonja ama il suo lavoro ed è una cosa proprio tangibile: i suoi cocktail sono piccole coccole. Lavora in questo campo da una decina d’anni ma “ci gira attorno” da quando ne aveva circa 15, nonostante da bambina avrebbe voluto lavorare nel mondo della moda!
Drink e piatto preferiti?
“Difficile scegliere ma se proprio dovessi citarne solo uno, direi il margarita. Sul mio piatto preferito invece non ho dubbi: lasagne!”
Il tuo collega bartender preferito?
“Luca Cinalli. Di lui mi piacciono molto lo stile, l’eleganza e la raffinatezza dei suoi cocktail.”
Le chiedo quali siano il suo punto debole e quello invece di forza e mi risponde abbassando lo sguardo: decisamente la timidezza il primo mentre nulla la spaventa, e questa è una cosa che le invidio un po’. E probabilmente è per vincere la timidezza che ha scelto un lavoro che la fa stare tutte le sere a contatto con le persone e dobbiamo ammettere che l’esperimento è proprio riuscito!
Eppure, quando le chiedo il nome di una persona che stima, ecco che riaffiora la timidezza: “Posso dire Gianfranco?” (Filizzola, il suo compagno, nda) e a me, che sono un’inguaribile rrrrromantica, si scioglie il cuore!
Cosa ti dicono più spesso?
“Che sono brava e anche simpatica” (Aggiungo io: timidezza, fottiti!)
Cosa fai appena ti svegli e cosa prima di coricarti?
“Caffè, sigaretta e curo i miei adorati pappagallini. Prima di coricarmi, invece, non posso rinunciare a guardare un po’ di TV”
Hai un hobby? Cosa fai nel tempo libero?
“Sono a periodi. Per esempio adoro lavorare la ceramica. Ma appena ho un po’ di tempo tutto per me mi piace uscire”
Esploro ancora un po’ il mondo del suo io: non è scaramantica, inorridisce per gli scarafaggi, adora il rock e le sarebbe piaciuto vivere negli anni Settanta, si è ubriacata, ha anche fatto a botte (a 16 anni per un uomo! Ditemi voi se questa non è una toca!) e se vincesse il Superenalotto non farebbe altro che viaggiare.
Se fosse un animale sarebbe un gufetto perché lei un animale notturno ci si sente già e sogna di vivere in una casetta con giardino in riva al mare.
Come ti vedi da vecchia?
“Io mi vedo in giro a fare aperitivi con le mie amiche e a giocare a carte” (Sugli aperitivi, non so perché, ma non avevo dubbi neanche io…)
So’, l’ultima domanda e poi ti lascio in pace: ti piaci?
“Mah, tutto sommato sì, dai!”
Adesso capite perché la adorano tutti?

P.S. Giusto se vi fosse rimasto il dubbio: il suo pupazzo preferito era un orsacchiotto e il bicchiere è, naturalmente, mezzo pieno!