Di ciò che mi piace. Qualcosa di me.

Perché le leccornie non sono solo quelle che passano per il palato…

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MI PIACE
cantare in macchina con gli amici, il momento in cui si spengono le luci al cinema, la voce raffreddata, le persone stonate, la schiuma del cappuccino, pane e olio, la carbonara, il pollo allo spiedo, aprire la finestra la mattina e trovare il sole a darmi il buongiorno, ridere, ballare per casa, parlare con il mio cane, andare in giro a fare foto, il mare mosso, i tuoni ascoltati da sotto il piumone, l’odore della terra bagnata, il rumore dei sassolini che sbattono tra loro, infilare i piedi nella sabbia, le mani belle, i bigliettini lasciati nei posti impensabili, le lettere scritte a mano, cucinare, il profumo della crostata appena sfornata, leggere a letto, fissare le fiammelle delle candele, piangere davanti un film, scoppiare a ridere ad alta voce leggendo qualcosa di divertente, la musica, l’odore dei panni appena lavati, le crocchette di latte, i tramezzini, le risate dei bambini piccoli piccoli, nuotare, i miei piedi, andare sott’acqua e restare lì ferma sospesa, essere guardata con ammirazione, la faccia gonfiotta di quando ci si sveglia al mattino, i nasi che hanno carattere, infilare le mani tra le biglie di vetro, il profumo dei gelsomini, camminare con le cuffiette e vedere le cose intorno a me muoversi con il ritmo della mia musica, aprire gli occhi mentre ci si bacia, camminare a piedi nudi, l’odore dell’erba appena tagliata, il frinire dei grilli, strofinarsi i nasi, fare ciglio-ciglio, fare ridere gli altri, mangiare con le bacchette, lo sciabordio delle onde sugli scogli, il calore del sole sulla pelle, il rumore delle zampette dei cani, impastare con le mani, gli uomini che sono teneri con gli animali, l’odore delle melanzane fritte tra i vicoli, Parigi, New York, viaggiare, guidare di notte, le gite fuori porta, fischiettare pure se sono negata, urlare a squarciagola per liberarsi, il colore giallo, il profumo della salsedine, la biancheria intima con i pupazzetti, avere toccati i capelli, i ghili-ghili sul braccio, le battute fulminee, il sarcasmo, l’autoironia, lavare il bagno (solo il mio!), apparecchiare la tavola per una cena importante, lisciare la stagnola dei cioccolatini col dorso dell’unghia, far scoppiare le palline della carta da imballaggio, giocare con la cera calda delle candele, quando mi si risponde al telefono con voce allegra, le sfide, l’odore della vernice fresca, guardare vecchie foto, ricevere cartoline, l’originalità, sapere di poter contare su qualcuno, il vinello bianco freddo e le bollicine, restare sdraiati a guardare le stelle, il cielo di Pantelleria di notte, il sushi, i wurstel (e lo so…), la parola “tafferugli” (non il significato), poltrire a letto la domenica mattina, il suono del sassofono, fare il bagno nella vasca piena e schiumosa, i vecchi film, le foto in bianco e nero, il té col latte, il profumo della cannella, la pizza, il salame, le sorprese, le vene sulle braccia maschili e le rughette attorno a i loro occhi, il mio cane che dorme accoccolato accanto a me, gli oggetti colorati e tondeggianti, le farfalle, i papaveri tra le distese di grano, le fresie, i garofanini del poeta, i lisianthus, i campi di girasole, la neve, il fumo che esce dalla bocca quando fa tanto freddo, le api, guardare il lavoro delle formiche attorno al formicaio, le canzoni dei bambini, essere corteggiata, il mal di pancia da innamoramento, le manine dei neonati, Mafalda, i Peanuts, i quadri di Sorolla, gli impressionisti, il cuore quando fa le bollicine, gironzolare per i vicoli di Palermo, i disegni di Matteo Pericoli e quelli di Norman Rockwell, fare colazione con gli amici, essere chiamata con nomignoli buffi, poggiare l’orecchio sulla pancia di qualcuno e sentirne i rumorini, le patatine fritte vere, la maionese, i riflessi sull’acqua, fare regali, osservare la danza degli stormi delle rondini ed ascoltarne i garriti, le chiacchiere al buio con le amiche, le persone che sanno chiedere scusa, il brunch, gli oggetti di design, una certa mia ingenuità, ballare come pazzi con gli amici di sempre, le cene al lume di candela, parlare come i bimbi piccoli, ascoltare i discorsi dei tavoli vicini, immaginare le vite degli sconosciuti che mi passano accanto partendo da un dettaglio, i paesaggi dai finestrini dei treni in corsa, camminare per strada sbirciando i soffitti dalle finestre aperte e immaginare il resto della stanza e chi vi abita, le realizzaioni di Frank Lloyd Wright, Gaudì, Gehry e Nouvelle, l’eleganza, le donne che hanno stile anche in maglietta e jeans, quando resta addosso il profumo buono di una persona a cui vuoi bene, guardare gli uomini mentre si fanno fa la barba, le calze a righe, fare i pacchetti regalo, l’odore della legna bruciata, sentirmi chiamare Ciccistè con tenerezza, gli uomini che giocano con i bambini, il té freddo con la granita al limone, la pasta con le zucchine fritte, guardare le persone che amo mentre dormono, sentirmi completamente me stessa con qualcuno.

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  1. Avatar di Ceri Riviera Ceri Riviera ha detto:

    N on voglio scrivere questo articolo parlando di me a un semplice lettore che per caso sta cercando qualcosa da leggere e per sbaglio ha schiacciato col suo dito l’anteprima del mio articolo, ma vorrei parlare a una persona che e curiosa di conoscere qualcosa di me, anche se in realta non mi ha mai incontrata. Prima di tutto mi presento, come farebbero due persone a quattrocchi la prima volta che si incontrano.

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