Ho “conosciuto” Pino Cuttaia nel 2009 ad un party (vedi link in fondo al post) organizzato in suo onore al Telimar da Cronache di Gusto presso cui, all’epoca, facevo tirocinio. Era la festa in onore della sua seconda stella appena conquistata e vi parteciparono vari chef e cantine che poi ebbi la fortuna – e, in certi casi, l’ardire – di conoscere personalmente negli anni (e chi l’avrebbe detto che avrei pure lavorato nella cucina stellata di Giuseppe Costa, anche lui conosciuto in quell’occasione?). Mi colpì subito per l’umiltà che lo contraddistingueva. Ad una serata come quella, circondato da nomi importanti e da parecchi peronaggi della “palermo bbana”, manteneva una modestia che… imparate, cheffoni da tv!
Io ero felice come se avessi appena incontrato il mio attore americano preferito (e penso che dalla foto si intuisca, nonostante la pessima risoluzione… “paremu” truccati!).
Ci siamo poi incrociati ad una serie di eventi in giro per la Sicilia ma, col fatto che “Licata? Bedda matri che è lontana!”, non avevo mai avuto occasione di andare.
E invece, la settimana scorsa, complici delle degustazioni che ho organizzato a Bivona per la sagra della pesca, mi sono detta “Dai, già che siamo in zona…”
Ora, io mi sento in dovere di avvisarvi: col cavolo!!! Bivona non è in zona con nulla, anche se sulla cartina sembrerebbe vicina a molte località. Praticamente è a 2 ore da tutto! E nemmeno vi racconto la strada che abbiamo percorso per arrivarci… praticamente un rally!
Comunque, alla fine quello che conta è che ci siamo seduti a quel tanto anelato tavolo, immediatamente coccolati dal personale di sala e dallo chef che è venuto in persona a farci ordinare. Al mio “Fai tu, chef!”, il suo sorrisino soddisfatto mi ha fatto presagire che sarebbe stato un pranzo di cui non mi sarei dimenticata tanto facilmente. E così i piatti si sono susseguiti in un percorso della memoria, come ci tiene giustamente a sottolineare lo stesso Cuttaia, che ci ha riportati al pane cunzato delle nostre estati fanciullesche, alla fettina della mamma (con tanto di ossicino di limone “accidentalmente” caduto), passando da apparenti pizze che si sono rivelate poi piccoli scrigni di goduriosi sapori. Ma, come sono solita fare, citerò qui solo il mio piatto “Mmmmm”, anche se, devo essere sincera, sono stata molto indecisa tra tre…
Ebbene, alla fine, nonostante il mio rinomato amore per il gambero crudo, il titolo se l’è aggiudicato la Nuvola di caprese. Volevo morire! Nel senso che ne avrei mangiato fino a morirne, tipo beagle che, si dice, siano privi degli ormoni che regolano il senso di sazietà. Un cuore di panzanella all’interno di una nuvola di spuma di mozzarella avvolta in un velo di latte.. Avete presente il velo che si forma in superficie quando riscaldate molto il latte? Ecco, quello! Il tutto irrorato da una spremuta di datterino che… la morte sua! Perché, come mi piace sottolineare sempre, la perfezione si trova nella semplicità!
Insomma, che ve lo dico a fare, andate e poi mi saprete dire. Dal mio canto, sono sicura che mi ringrazierete!
Ristorante La Madia
Corso Re Capriata F., 22
Licaa (AG)
Tel. 0922 771443
http://ristorantelamadia.it
Chiuso domenica sera e martedì (estate: martedì a pranzo)
http://www.cronachedigusto.it/i-nostri-consigli/dove-mangio/4040-chef-stellati-il-cuttaia-party.html