
Ho inventato a mio fratello che sarei tornata in Italia ieri. Avevo voglia di fargli questa sorpresa visto che avrebbe compiuto gli anni l’8 (data della mia vera partenza) e non trascorrevamo insieme un suo compleanno dal trentesimo. Così, mentre lui mi pensava in aeroporto, io ero già sul bus per Chania (si legge Hanià con la H super aspirata). Eh sì, perché con la scusa ho potuto vedere questa bellissima cittadina (dove volevo andare a prescindere) e un po’ di Creta di passaggio. All’inizio di questo lungo viaggio, sono rimasta sorpresa dal verde rigoglioso che caratterizza il paesaggio da Mires ad Heraklion, in netto contrasto con quello brullo e roccioso del sud. Heraklion, forse perché ormai disabituata da più di un mese di eremitaggio, mi ha dato l’impressione di essere caotica. Ma, ripeto, niente di strano visto che è bastata la vista del primo semaforo incontrato per farmi sentire catapultata nella modernità (come farò a tornare in Italia e alla mia solita vita non lo so, ma ci si abitua a tutto per fortuna… O purtroppo?)Per quanto riguarda la costa settentrionale, da Heraklion fino a Rethymno, è esattamente come me l’avevano descritta: sembra di essere in Riviera, un lido dietro l’altro, una moltitudine di alberghi che violentano il paesaggio, mare assolutamente anonimo (almeno per una siciliana). Dopo qualche chilometro ho deciso che sarebbe stato più utile impiegare il mio tempo a dormire. Ogni tanto aprivo un occhio, constatavo che non fosse cambiato nulla e tornavo a dormire.Ma da Rethymno a Chania il paesaggio cambia. Dopo una delle spiagge sabbiose che abbia mai visto (quella di Georgioupolis, con tanto di dune e vegetazione spontanea), la costa torna ad essere rocciosa e davvero molto bella. Sebbene attrezzati e dotati di ogni comfort, i paesi della zona sono ben tenuti e mantengono la loro identità culturale.Totale (compreso il percorso in auto da Casa Doria a Mires): 5 ore e mezza di viaggio! Ma ne è valsa la pena, Chania è davvero un incanto!
Turisti a parte (piena! La maggior parte dei quali , per giunta, italiani… Che noia!), è tutta vicoletti lastricati in pietra, piccole casette colorate, balconcini fioriti, un porto antico con chiare reminiscenze veneziane (breve dominazione nella seconda metà del XIII secolo), un faro romantico a qualsiasi ora del giorno che fa da guardiano al centro storico, e tutta la bellezza di un antico borgo che ha saputo prendersi cura della propria storia. Mi dispiace soltanto non potermi fermare più a lungo perché non riuscirò a vedere molte delle sue attrazioni (tra cui il l’Agorà, il mercato coperto). Pazienza, vorrà dire che dovrò tornare!
Per concludere in bellezza, sono stata a cena in un ristorante di fronte al mio albergo, sempre nella città vecchia. Un luogo meraviglioso e un po’ magico, situato in un antico palazzo a cui il tempo (e non so cos’altro) ha sottratto i soffitti e la copertura dandoci modo di cenare sotto le stelle, accanto ad un grande albero cresciuto spontaneamente in mezzo alla sala. (Il cibo è nella media, ma il personale è davvero gentile ed attento. Lo consiglio, in ogni caso, per quanto detto prima. Si chiama Mesostrato). Davvero molto romantico! Tanto che quasi quasi ti fa dimenticare l’umidità della serata ottobrina… Ho detto quasi!!!