Ho un approccio piuttosto scettico riguardo a tutte queste manie salutiste-vegetariane-vegane che ci stanno sommergendo negli ultimi anni.
Badate bene, nulla da dire su celiachia o altre forme di malattie che costringono ad eliminare dalla propria dieta particolari tipologie alimentari. E altrettanto nulla da dire sulle allergie alimentari (io stessa sono violentemente allergica alle lumache, a livello che mi basta mangiarne una perché palpebre, labbra e setto nasale mi gonfino all’inverosimile. Immaginate che spettacolo…).
Ma tutte queste “intolleranze”… Sono sicura che ognuno di noi è intollerante ad una miriade di cose ma ciò non significa che dobbiamo, ogni volta, lanciarci in crociate contro gli alimenti sotto accusa. Ad esempio, io sono intollerante al tannino. Ciò mi porta a non poter bere i vini rossi e perfino quei vini bianchi molto tannici, al punto da non riuscire ad apprezzarne nemmeno l’odore. Vi immaginate che tragedia durante il corso di degustazione del vino? Eppure mica mi metto a fare come una pazza quando vado a bere qualcosa con gli amici. Semplicemente ordino un bianco o qualcos’altro (e invidio tutti loro… Lo ammetto. Coloro che bevono vino rosso lo fanno con tale passione e goduria che, ai miei occhi, li considero adepti di una specie di setta, il cui ingresso è a me, evidentemente, precluso).
Discorso a parte per i vegetariani. Fatta eccezione per coloro che lo sono per motivi di salute, non sopporto quelli che invece si professano tali per motivi etici. Insomma, se il motivo è quello, allora sii vegano! Perché hanno idea queste persone di cosa siano gli allevamenti di mucche da latte o di galline ovaiole? Fidatevi che se la passano molto meglio gli animali “da carne”. Almeno loro, ad un certo punto, smettono di soffrire. Quegli altri invece vengono sfruttati fino all’osso per poi essere ammazzati. E vogliamo parlare di tutto ciò che è pelle o cuoio? Eticamente parlando, mi aspetto dunque che non indossino nemmeno calzature in questi materiali! Senza considerare che conosco un sacco di vegetariani tranne che per: tranne che per il pesce, tranne che che per certi tipi di carne bianca, etc. Una volta, quando ancora facevo l’ingegnere e la paesaggista, avevo un collega che, tutto fiero di sé, si dichiarava “vegetariano tranne che per il prosciutto crudo”. Andava in India una volta l’anno a meditare, utilizzava solo abiti ecologici, beveva solo acqua di sorgente, camminava in bici, ma al prosciutto crudo proprio non sapeva rinunciare! Non vi dico io e la mia collega quante ne sperimentavamo per farlo cadere in fallo. Dopo un anno abbiamo scoperto che, se sollecitato, non resisteva nemmeno alla mortadella!
Tanto di cappello, invece, ai vegani! Per me siete malati di mente e non capisco perché farsi del male visto che la vita è già difficile di suo, ma è una filosofia che ammiro.
E a tale proposito arriviamo finalmente al motivo per cui ho iniziato questa filippica. Ieri pomeriggio ho provato a fare il gelato vegano. Non perché mi fosse venuta la curiosità (mi conoscete, no?), ma perché è uno dei prodotti che serviamo ai nostri ospiti. Insomma, ho cominciato a mettere sul tavolo gli ingredienti facendo, tra me e me, le solite considerazioni sarcastiche e invece… Il gelato è venuto così buono che dovete per forza provarlo!
Ma non prendeteci l’abitudine, da domani si torna ai cibi grassi e nocivi!
GELATO VEGANO AL CIOCCOLATO
Scaldate 200 ml di latte di soia con 150 g di zucchero finché quest’ultimo non sarà completamente sciolto. Aggiungete 50 g di cacao amaro in polvere badando bene a stemperarlo perché non ci siano grumetti. Lasciate raffreddare il composto a temperatura ambiente e, solo allora, aggiungete 400 ml di panna vegetale mescolando con cura. Mettete il tutto nella gelatiera, lasciate andare per un’ora et voila: il gelato è pronto! E per una volta potete fare i fricchettoni anche voi!