Tra cucina e mare

Oggi qui grigetto. E’ la prima volta da quando siamo arrivati. Un paio di sere fa ha piovigginato ma è durato dieci minuti e poi siamo tornati “a riveder le stelle” (in ogni caso era buio, quindi le nuvole non si vedevano). Oggi pomeriggio invece il cielo si è proprio rabbuiato tutto. Ne ho approfittato per cucinare un po’ di camurrie tipo la salsa di pomodoro, il gelato alle susine, la melitzanosalata (crema di melanzane), la glassa di balsamico e via dicendo, quelle preparazioni noiose che però non possono mancare.

IMG_5586 (1)Ieri invece moussaka a vagonate! Ormai sono fatta bravissima (non per vantarmi… ma sì, dai, un pochino sì!), anche se il ragù, a onor del vero, è quello fatto da mio fratello che perfino i greci si sognano! La mia ricetta esclude le patate alla base, che qui sono gettonatissime, e risulta più leggera. Tra l’altro ho fatto una ricerca su questa storia delle patate e risulta che in realtà si mettano più per comodità che per altro, perché in questo modo è più facile staccare la moussaka dalla teglia senza correre il rischio di distruggerla. Ma, come potete vedere, io la servo nelle cocottine di terracotta, sicché me ne posso serenamente fregare. Successo assicurato sempre. Personalmente adoro prepararla solo solo per il fatto di poter pulire (leggasi: passare la spatolina e infilarsela in bocca, quando non direttamente il dito “all’antica”) la casseruola dove faccio la besciamella! Ma quanto mi piace???

IMG_5612 (1)Comunque, visto che sono riuscita a preparare tutto entro ora di pranzo, ieri pomeriggio ce ne siamo andati (io, mio fratello e Christine, l’ospite tedesca della serata bouzouki) a Komòs, ad un’oretta circa da Loutra. Abbiamo ripercorso la stessa strada per la quale eravamo transitati la prima sera (ricordate? Quella totalmente al buio di cui intuivo il costone a due centimetri da me…), e ho scoperto un mondo: a parte il famoso burrone, abbiamo oltrepassato la catena montuosa che fa da sfondo a Loutra per finire in una bellissima pianura verde e lussureggiante, un po’ come Pantelleria, all’interno del cui cratere si trovano vigneti e palme. E vi assicuro che è davvero un colpo d’occhio, vista la morfologia rocciosa tipica di tutti i dintorni.

Attraversata la pianura siamo tornati al mare, nella famosa spiaggia di Komòs, una delle pochissime (almeno in questa parte dell’isola) spiagge di sabbia della zona. Di fronte, le isolette Paximadia Ena e Dio (Uno e Due, che fantasia, eh?!?). La foto è venuta un po’ scura perché il sole stava calando, ma vi assicuro che lo spettacolo è davvero incredibile.

Bon, stasera luna piena. Vi abbandono e vado a “sdivacarmi” su una delle sdraio per godermela tutta (sovrasta perfino le nuvolette).

P.S. Avrete capito che il mio iPhone è resuscitato. Un po’ malconcio ma vivo!!! Opa!

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