Oggi qui fa caldo. Non il caldo di ieri e l’altro ieri, quello appiccicoso e insopportabile senza neanche la consolazione di un refolo di vento, ma comunque un caldo fastidioso, che ti lascia addosso una sensazione di vaga spossatezza. Metteteci anche che non sto molto bene e capirete che razza di giornata sia stata finora…
Sono rimasta a letto tutta la mattina, mi sono alzata per preparare un paio di piatti freddi ad una coppia di israeliani e sono tornata a letto. Adesso mi aspetta la parte più pesante perché il venerdì è sempre una serata densa di ospiti. In più, il lui della coppia di cui sopra deve cenare alle sei e mezza perché a mezzanotte inizia lo shabbat, quindi mi tocca mettermi subito all’opera. Ammetto di essere intellettualmente affascinata da questo signore. Innanzitutto perché sopporta una moglie che non smette un secondo di parlare e che rompe le scatole a tutti e a tutte le ore! Lui invece se ne sta tutto il tempo, come fuori dal mondo (probabilmente per reazione a quella donna!), silenzioso in un angolo a leggere il suo libro. Ma la cosa che veramente mi affascina è la commistione tra una mente scientifica come la sua (è un matematico, professore universitario) e la devozione a qualcosa che, per definizione, sfugge totalmente alla scienza. Trovo quest’apparente discrepanza meravigliosa e, se proprio la devo dire tutta, per nulla discrepante…
Ma torniamo a noi. Ho passato la giornata a leggere libri (ho terminato “Il senso di una fine” e cominciato “La porta”) e, deformazione professionale, a cercare su internet blog di cucina e ricette fattibili con le materie prime del luogo. A tal fine, permettetemi di fare un po’ di pubblicità ad un’amica che scrive in maniera deliziosa e le cui ricette sono davvero tentatrici. Il blog si chiama “Piccola pasticceria sperimentale” (http://piccolapasticceriasperimentale.blogspot.it/) e lei si chiama Alessandra Dammone. Sono certa che ne rimarrete incantati. Le ricette sono spiegate alla perfezione, perfino quelle più complicate e, a parte i dolci di pasta di zucchero (che detesto cordialmente per mia ideologia personale), ti fa venire voglia di provarle tutte. Devo assolutamente sperimentarne un paio e sono già sicura che la loro realizzazione sarà un successo. Vi farò sapere!
Ma non domani. Domani mi lancio nel baklava, o almeno ci provo… E che gli dei dell’Olimpo mi siano propizi!
P.S. Scappo perché già l’israeliana mi è venuta a ricordare che tra mezzora devo far mangiare il marito… incubo!!!