Non è vero che tutto fa brodo…

Oggi ho avuto un’ulteriore conferma che la cucina è la mia salvezza. Stamattina tornavo a casa sotto un cielo plumbeo con una borsa da viaggio in una mano, un finto abete nell’altra (storia troppo lunga da raccontare), la gola in fiamme e il morale sotto le scarpe. Mentre ero immersa nei miei tristi pensieri (e con il simpatico abete che mi stava massacrando la mano), mi sono trovata ad attraversare il Borgo Vecchio (per chi non fosse di Palermo, si tratta di un quartiere che è praticamente un mercato a cielo aperto) quando, all’improvviso, vengo avvolta da un profumo di curry. Alzo gli occhi e vedo una donna indiana che stende la biancheria usando l’accortezza di coprirla con un telo di plastica per ripararla dalla pioggia imminente. Neanche faccio due passi che mi arriva il profumo della salsa di pomodoro fatta in casa. Mentre già gli angoli della bocca tendono prepotentemente all’insù, ecco arrivare dritto dritto al mio naso un forte odore di aglio proprio dalla finestra da cui si sentiva parlare in romeno. Insomma, tutti questi profumi mi hanno estasiata ed è inutile dire che mi è immediatamente tornato il buonumore.
Pensavo inoltre a quanto sia fortunata ad abitare in una città multietnica e per niente razzista come Palermo. E come potremmo essere razzisti noi che abbiamo tutte le razze che ci hanno dominato nel nostro dna? Sicuramente siamo snob, ma razzisti giuro che non ne ho mai conosciuti. Fine della riflessione seria.
Stasera sono a letto. Forse ho un po’ di influenza… Speriamo di no perché domani sera avrei l’invito per la cena organizzata in onore di Pino Cuttaia e delle sue due stelle Michelin e francamente non me la vorrei perdere per niente al mondo. E poi, è vero che amo il maiale e tutto ciò che ne deriva, ma la suina, francamente, la eviterei volentieri…
Comunque, per ogni evenienza mi sono preventivamente messa a letto. Sono un po’ caldina e ho la gola gonfia. In più fuori piove e tuona e devo ammettere che starsene accucciati sotto il piumone in questa cornice non è poi tanto male.

Se non fosse che mi è venuta una voglia matta di pastina in brodo, quella che mi faceva mamma quando avevo l’influenza, ma in casa non c’è traccia né di tempestine (per me, la pastina in brodo per eccellenza, insieme alle stelline), né di brodo (a meno ché non mi accontenti di farlo con il dado e, ovviamente, no che non mi accontento!). Che triste destino!
Non mi resta che sognarmela e quindi ne approfitto per raccontarvi come si fa il brodo di carne (perché se no che brodo è?) a casa mia.
Si mette in una pentola (o nella pentola a pressssione) la carne (sottospalla, punta di petto, etc.) insieme alle verdure (carote, cipolle, sedano) e agli aromi (pepe in grani e chiodi di garofano). Si copre tutto con acqua fredda e si mette a bollire semi coperto. Alla fine si filtra il brodo e ci si fa cuocere la pastina. Troppo sbrigativa? Che volete, è la fame!
Tenete presente che per fare un brodo degno di questo nome, c’è poco da fare gli schizzinosi: la carne dev’essere di secondo taglio e un po’ “grassosa”. E gli ossi danno un gustino prelibato!
Ciò detto, me ne torno ai miei sogni, sperando di rimettermi al più presto per tornare a cucinare!

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