Sì!

Buongiorno! Mi sono appena svegliata dopo una giornata (quella di ieri) densa di emozioni culinarie!
La giornata era iniziata tristanzuola. Dico solo che per protestare contro il fatto che non trovassi un vestito per il matrimonio di sabato (sì, perché sabato ho un matrimonio, anzi, IL matrimonio!), non ho pranzato. Immaginate quindi quale dovesse essere il mio umore…
Tutto sommato, dopo il pranzo di famiglia dell’Immacolata, ammetto che la scelta sia stata anche in parte strategica… Ma come potevo attenermi alla mia dieta quando davanti a me sorridevano i crostini con il patè di pomodorini secchi, ammiccava il timballo di riso al ragù in bianco, danzava la torta di patate e salsiccia, cantava il carrè di maiale e flirtava spudoratamente la torta di noci con la panna (ho tralasciato il semifreddo ai marroni solo perché non mi piace)? Ditemi voi!
Sicché, insomma, ieri niente pranzo!
Ma il destino benevolo, vedendo cotanto peccato, non permise che la sua ciccetta prediletta seguisse questa strada meschina. E così ieri pomeriggio mi sono recata insieme agli altri Ambasciatori del Gusto (ricordate?) alla presentazione della guida “Vini di Sicilia 2010”. Ora, cosa ci posso fare io se insieme alla degustazione dei vini c’era una degustazione di prodotti tipici? E cosa ci posso fare se questa degustazione consisteva in formaggi (che cosa non è la “tuma persa”… poveri voi se non avete mai avuto il piacere di assaggiarla!), salami di bufalo e pane nero di Castelvetrano (il solo nominarlo mi fa scendere una lacrima di commozione) intinto nell’olio nuovo? Insomma, mangiai!
E mentre ero lì che svolazzavo da un tavolo e l’altro come una farfalla ingorda (e un po’ bevuta), mi ricordo all’improvviso che quella sera ci sarebbe stato l’ultimo film della rassegna cinematografica che avevo seguito: “Julie & Julia”. Potevo rinunciarci? Considerato che mi ero rifocillata a sufficienza, consolandomi così del pranzo saltato, ho ritenuto che non fosse il caso.
Così sono andata. E cosa posso farci, nuovamente, io se la persona che mi ha accompagnato mi ha portato a sorpresa i calzoncini fritti del panificio “Pan d’oro”, sapendo che li adoro? Ora ditemi voi: potevo forse essere scortese? Giammai! Mio malgrado (forse!) ho dovuto mangiare quei poveri bambinetti dorati e croccantini che mi aspettavano da quando erano usciti dal forno quel pomeriggio.
Infine il film. Non potevo crederci: ero io! Io con una decina di chili meno, gli occhietti azzurri e il nasino all’insù! Io che per “salvarmi”, e con uno scopo futuro un po’ fumoso nella mia mente, avevo aperto un blog sulla cucina! Io che decidevo di cimentarmi in ricette mai sperimentate!
Insomma, mentre ero lì che strabuzzavo gli occhi (e non vi dico come finisce per scaramanzia, visto che ero io!), continuavo a ripetere alla persona accanto a me: “Ricordati che questo film l’abbiamo visto oggi, 9 dicembre” perché volevo non ci fossero dubbi futuri su un eventuale plagio da parte mia (io, poi, che desidero più di ogni cosa essere originale!).
Insomma, torno a casa saltellando con il cuore pieno di gioia, la testa piena di idee, l’anima piena di speranze… insomma, avete capito… dicevo, torno a casa con il mio solito sorriso ebete di quando assisto a qualcosa che mi piace ed apro la mia mail. E cosa trovo? Dopo aver passato un mese a controllare che nel loro sito ci fosse, e dopo aver passato un mese a chiudere quella pagina con delusione, finalmente c’era! Un mio articoletto su Cronache di Gusto! E lui stava lì, primo fra gli altri, piccoletto, tenerello, con tanta voglia di esprimersi, di farsi vedere, di vivere! Non ci potevo credere!
Insomma, lo so, non è niente di ché. Ma come potevo non esaltarmi dopo quanto vi ho raccontato? Posso ammettere di averci visto un segno premonitore?
No! Non lo dico! Non lo penso! Non lo ammetto! Se portasse male, mi potrei anche strozzare con le mie stesse mani!
Ma quanto è stato bello ritrovarmi lì, tra grandi chef e grandi ricette, tra grandi vini e grandi prodotti, io, piccola piccola, con la mia pasta con i tenerumi!
Vi lascio concedendovi l’onore (si scherza, eh!) di poterlo leggerlo da voi:

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